SCIOPERO DEI DOCENTI UNIVERSITARI, IL PUNTO VISTA DI MARCO MANCINI

marco mancini

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Da oggi scatta lo sciopero dei docenti universitari contro il blocco degli stipendi da cinque anni, sciopero che creerà non pochi disagi agli studenti. Credo che ognuno debba sempre rivendicare i propri diritti, perciò inviterei tutti gli studenti universitari a scioperare contro: – quei professori che ti danno la possibilità di presentarti all’appello solo se acquisti il loro libro, debitamente autografato, e senza la possibilità di scambiarlo con i colleghi per abbattere costi già troppo alti (molti, tra loro, scioperano); – i costi esosi delle Università italiane, le tasse, i prezzi dei libri e degli alloggi per doversi trasferire, utili a poter continuare gli studi; – le lezioni seguite dalle scale delle aule, nella migliore delle ipotesi, per mancanza di strutture e risorse, contro ogni regola di sicurezza in caso di eventuale necessità di evacuazione degli edifici; – gli scandali per le selezioni di ammissione ai corsi delle facoltà a numero chiuso: Medicina, per dirne una; – il sistema classista delle Università italiane (molti, che hanno contribuito a crearlo, scioperano); – la precarietà dei ricercatori italiani, sottopagati e mortificati, privi di qualsiasi risorsa; – la precarietà degli assistenti universitari; – i legami, le parentele, le baronie che hanno drogato il sistema universitario italiano (molti, che hanno contribuito a tutto questo, scioperano): per dirne una, nel 2008, presso la facoltà di Economia di Bari, 42/176 docenti avevano tra loro legami parentali, record assoluto in Italia (L’università truccata, Perotti, Einaudi 2008) – (molti di questi, scioperano); – la gerontocrazia che blocca il sistema universitario italiano: su 13.239 ordinari neppure uno ha meno di 35 anni (dati 2014). E solo 15, poco più di uno su mille, è sotto i 40 (molti tra questi, scioperano); – i continui tagli al mondo dell’istruzione. Con l’unica differenza che gli studenti che raccoglieranno il mio appello, perderanno i loro di appelli. Nessuno vi rimborserà tasse, o vi darà la possibilità di recuperare le lezioni. Non avrete uno stipendio a fine mese o la garanzia di continuare a mantenervi per pagarvi gli studi. I diritti di chi studia non valgono quanto quelli di chi insegna che, molte volte ed insieme a chi governa, hanno contribuito a distruggere quelli dei primi. I nostri. Buono sciopero.

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